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Lavori in quota

Il Primo Soccorso negli infortuni in quota

Questo articolo è dedicato alle manovre di Primo Soccorso necessarie per aiutare un infortunato in quota.

Definizione di lavoro in quota

Il lavoro in quota o in altezza riguarda tutte le attività lavorative che portano il lavoratore a operare a più di due metri di altezza rispetto al piano stabile.

(art. 107, d. lgs. 81/2008)

Un lavoratore che opera in altezza è necessariamente esposto a gravi rischi di salute poiché la sua sicurezza non può essere garantita al 100%. Per questo motivo, è importante che tutti coloro che lavorino in queste condizioni siano a conoscenza delle principali manovre di soccorso per evitare danni e/o morte dei colleghi infortunati. Il rischio prevalente è la caduta che rappresenta circa 1/3 degli infortuni mortali nei luoghi di lavoro.

Grazie a un documento edito da INAIL nel 2019, possiamo fare il punto sui principali interventi di Primo Soccorso da attuare in caso di infortunio.

Quali sono i rischi principali per la salute del lavoratore in quota

Traumi

I traumi derivati dalla caduta dall’alto sono principalmente dovuti a:

  • Impatto contro ostacoli
  • Effetto Pendolo* con conseguente urto contro ostacoli
  • Decelerazione rapida causata dal sistema di arresto caduta
  • Utilizzo errato del sistema di arresto caduta

I traumi più comuni sono:

  • Traumi alla colonna vertebrale
  • Traumi a organi interni quali cuore, polmoni, intestino e altri (dovuti alla loro inerzia durante l’arresto)

Sindrome da sospensione inerte del corpo (o sindrome da imbraco)

In seguito all’arresto dopo la caduta, la sospensione che ne deriva può portare in pochi minuti a questa sindrome: gli arti inferiori rimangono sospesi e immobili, causando una stasi del sangue venoso che fatica a tornare verso il cuore provocando collasso cardiocircolatorio, arresto cardiaco e morte.

Misure di Primo Soccorso attuabili sull’infortunato in quota

Si possono soccorrere in modo efficace molti soggetti infortunati, evitando dal 33% al 73% le morti per trauma. Queste morti di solito sono pre-ospedaliere, motivo per cui occorre migliorare gli interventi di Primo Soccorso (oltre che a migliorare l’aspetto di prevenzione degli incidenti).

I passi da seguire per una maggiore qualità del Primo Soccorso sono:

  • Predisposizione di un piano di sicurezza che tenga conto delle procedure di recupero del lavoratore infortunato.
  • Formazione idonea degli addetti al Primo Soccorso (d.m. salute 388/2003), già addestrati all’utilizzo dei DPI (dispositivi di protezione individuali) anticaduta, che verta sulle modalità di recupero dell’infortunato e sul trattamento del traumatizzato usando presidi quali barelle, tavola spinale e collare cervicale.
Cosa fare in caso di trauma?

In caso di trauma è imperativa l’allerta precoce del sistema di soccorso.

Le modalità di soccorso di un soggetto traumatizzato sono complesse perché dipendono da un grande numero di variabili (condizioni in cui il trauma sei è verificato e fattori intercorrenti). Le Linee Guida internazionali propongono una sequenza base da adattare alle condizioni reali presenti sul posto:

  • Allerta dei soccorsi (112).
  • Verifica delle condizioni per agire in sicurezza (DPI anticaduta per soccorritori, sistemi di ancoraggio e attrezzatura necessaria per raggiungere l’infortunato).
  • Dopo il recupero dell’infortunato e in attesa dei soccorsi, se ci sono addetti formati al trauma, occorre seguire la sequenza ABCDE. Se il paziente non è cosciente e non respira, occorre eseguire immediatamente la RCP (rianimazione cardiopolmonare) e utilizzare un DAE (defibrillatore semiautomatico esterno), tenendo in asse testa, collo e tronco dell’infortunato.
Sequenza ABCDE
  • Valutare sicurezza scena, indossare DPI, valutare la dinamica dell’evento e se si necessiti di altro aiuto.
  • Quick look (15 secondi) se l’infortunato è accessibile, supino, prono, ha il casco, si muove parla, sanguina.
  • Allertare il 112.

FASE A – Airway (pervietà vie aeree e immobilizzazione rachide):

  • Immobilizzare la testa in posizione neutra.
  • Verificare lo stato di coscienza.
  • Aprire le vie aeree con lievissimo sollevamento del mento.
  • Osservare il collo e posiziona il collare cervicale.

FASE B – Breathing – OPACS**

  • O = Osservare la simmetria e la corretta espansione del torace.
  • P = Palpare il torace per ricercare segni di volet costale o di enfisema sottocutaneo.
  • A = Auscultare il torace per verificare se gli apici e le basi polmonari sono ventilate correttamente.
  • C = Contare la frequenza respiratoria per ricercare bradi o tachipnea.
  • S = Saturimetria (ricordando che il paziente è già sottoposto ad ossigenoterapia).

FASE C – Circulation

  • Controllare emorragie.
  • Controllare presenza polso radiale.
  • Rilevare FC.
  • Controllare cute: è sudata, fredda?

FASE D – Disability – Rivalutazione coscienza

  • AVPU:  Alert, Verbal, Pain, Unresponsive

FASE E – Exposure

  • Scoprire il paziente.
  • Esaminarlo dalla testa ai piedi.
  • Coprirlo con coperta termica.
Intervento in caso di sospensione

In caso di soggetto sospeso ma cosciente, non dovrebbero verificarsi problemi in quanto egli può modificare i punti di contatto dell’imbracatura in autonomia. Occorre comunque allertare il 112 e tenersi pronti a un intervento.

Se il soggetto perde conoscenza e la sospensione diviene inerte, i tempi di soccorso devono essere brevissimi:

  • Chiamare 112 descrivendo lo scenario.
  • Togliere il prima possibile l’infortunato dalla sospensione con i necessari DPI.
  • Se il soggetto non respira, una volta a terra, eseguire RCP e utilizzare DAE se disponibile, tenendo sempre in asse testa-collo-tronco. Fondamentale rimuovere l’infortunato dalla sospensione insieme a un secondo operatore e avere con sé un dispositivo di segnalazione dell’emergenza.
Riferimenti normativi
  • D.lgs. 81/2008, Attuazione dell’articolo 1 della legge 3 agosto 2007, n. 123, in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e s.m.i.
  • Art. 37 formazione dei lavoratori e dei loro rappresentanti.
  • Art. 45 primo soccorso.
  • Art. 107 definizione lavoro in quota.
  • D.m. salute 388/2003 regolamento recante disposizioni sul pronto soccorso aziendale.
  • L. 120/2001 utilizzo dei defibrillatori semiautomatici in ambiente extraospedaliero.
  • Linee guida ERC (European Resuscitation Council) 2015.

*“L’“Effetto Pendolo” è costituito dal movimento oscillatorio incontrollato e incontrollabile che un corpo collegato da un sistema flessibile (corda o cavo) ad un ancoraggio può subire per effetto di una caduta. Quando, per effetto di una caduta, un operatore dotato di imbracatura e di un sistema di collegamento ad un punto di ancoraggio si produce un suo movimento laterale e una conseguente oscillazione incontrollata di un corpo si produce l’“Effetto Pendolo”[…]”

SoFraPa ricorda a tutte le aziende quanto sia importante la formazione ai soccorsi su lavoratore in quota e proponiamo il manichino specifico Working At Height di Ruth Lee, di cui parliamo nella sezione del sito dedicata alla Sicurezza sul Lavoro.

Note e fonti:

*Copertura Sicura – L’Effetto Pendolo

**Nurse24 – La Gestione del Paziente con Trauma Grave

INAIL – Primo Soccorso Lavori in Quota

Link al documento originale: Documento .pdf su Primo Soccorso Lavori in Quota

L’evoluzione della formazione medica. Progetto Rianimazione

Abbiamo posto qualche domanda al Centro di Formazione AHA Progetto Rianimazione di Acquaviva delle Fonti (Bari) sulle implementazioni nel materiale didattico che ha recentemente effettuato per i propri corsi ACLS. Parliamo di evoluzione della formazione in emergenza medica con Franco Maselli, Infermiere UOC Anestesia e Rianimazione, istruttore BLS, ACLS e BTLS e coordinatore di Progetto Rianimazione.

 

Franco, parlaci innanzitutto di Progetto Rianimazione: com’è nato, da chi è composto e quali sono i vostri obiettivi?

Progetto Rianimazione nasce ad Acquaviva delle Fonti (Bari) nel 2013, con gli obiettivi di divulgare sul territorio la cultura dell’emergenza e sviluppare programmi formativi per operatori sanitari. Siamo partiti dall’entusiasmo e dalla curiosità dei bambini delle scuole primarie e successivamente abbiamo formato i ragazzi delle scuole secondarie di primo e secondo grado, cercando di mantenerci in linea con i loro interessi di persone più consapevoli e mature. Abbiamo coinvolto i ragazzi nel nostro progetto formativo più ambizioso, “METTIAMOCI IL CUORE”,  strutturato in lezioni teorico-pratiche che hanno l’obiettivo di trasmettere ai giovani le basi della rianimazione cardiopolmonare. Il nostro Centro di Formazione è riconosciuto dall’American Heart Association ​quale “Centro di Formazione Internazionale Autorizzato” e ha una rete formativa a livello nazionale in grado di garantire corsi BLS, ACLS e PALS di alta qualità.

 

Come mai avete deciso di provare i nuovi simulatori avanzati iSimulate e ReaLifeSim?

Formazione, aggiornamento, sviluppo e progettualità sono gli obiettivi che il nostro Centro di Formazione porta avanti ormai da anni e che attua, al massimo delle potenzialità, organizzando percorsi formativi avanzati con la preziosa collaborazione di docenti altamente qualificati. Per soddisfare i requisiti di “alta qualità” abbiamo seguito un attento percorso di ricerca per poter individuare quelli che potevano essere i punti di forza e di risposta alle nostre esigenze e implementarle nella nostra formazione. Abbiamo ottenuto il risultato perfetto con l’introduzione dei simulatori iSimulate e ReaLifeSim.

Cosa è cambiato nello svolgimento dei corsi ACLS con l’utilizzo di i Simulate REALITi360?

REALITi360 è un ottimo simulatore, completo e, allo stesso tempo, intuitivo nel suo utilizzo. I punti di forza possono essere riassunti così:

  • I corsi risultano più fluidi e la simulazione medica diventa più realistica.
  • La possibilità di memorizzare interi scenari consente una maggiore standardizzazione e quindi una minore improvvisazione.
  • Grazie a REALITi360, l’istruttore riesce ad aumentare il realismo dell’esercitazione potendo scegliere l’interfaccia grafica dei defibrillatori più diffusi a seconda delle necessità dei discenti.

Ritenete importante l’aspetto realistico rappresentato da simulatori e manichini avanzati nei corsi ACLS e perché?

La simulazione è il presente e il futuro dell’insegnamento delle discipline mediche che aiuta ad imparare a gestire tante situazioni cliniche con tutti gli imprevisti e le criticità. Il fatto di poter simulare tali scenari in maniera sempre più realistica rende questi corsi fondamentali in un percorso di apprendimento. Tutto questo risulta amplificato, per ovvie ragioni, quando si parla di emergenza e quindi di corsi ACLS: l’esperienza di guidare un MET non sarebbe così utile senza l’utilizzo degli strumenti di simulazione realistici come il sistema REALITi360.

 

Ringraziamo Franco Maselli per averci raccontato del suo progetto e spiegato il suo punto di vista sulla formazione medica avanzata e ci auguriamo una duratura collaborazione con il suo C.d.F. Progetto Rianimazione!

REALITi360: Versione 8

La recente Versione 8 di REALITi360, è compatibile solo con iOS 11 e versioni successive.

Se avete già aggiornato alla Versione 8 su Monitor iPad Pro da 12.9 pollici, ma il vostro iPad controller iPad supporta solo la Versione 7, apparirà un avviso sulla compatibilità tra le versioni quando connetterete gli iPad. Nonostante l’avviso, REALITi360 funzionerà ad eccezione di alcune sue funzioni.

Dallo scorso 7 novembre è disponibile su App Store l’aggiornamento (8.0.5) compatibile con le versioni da iOS 9 in poi.

Tuttavia, se aggiornate a 8.0.5, c’è un solo problema con il TMS (Training Management System) che si interromperà al primo uso su iOS 9, ma funzionerà normalmente dopo.

Anticipazione: la Versione 9 di REALITi360 sarà compatibile solo con iOS 11 e versioni successive. Ciò significa che un iPad più vecchio di un iPad Air (oltre 6 anni) non sarà in grado di eseguire l’aggiornamento a REALITi360 V9.

Brayden: risoluzione problemi

Suggerimenti e Consigli per la gestione dei manichini Brayden

In questo articolo, vi spieghiamo come risolvere i problemi più comuni riscontrabili con l’utilizzo di un Brayden Advanced  o un Brayden Pro: si tratta per lo più di inconvenienti facilmente risolvibili dall’utente, in autonomia e con notevole risparmio di tempi e costi.

Qui di seguito vi riportiamo i 3 problemi più comunemente segnalati e le possibili soluzioni da attuare in autonomia:

1. I LED su torace/tempie/fronte non funzionano

Il problema più comune è un connettore nel cablaggio che si è allentato nel punto in cui si connette alla scheda principale. Ciò accade più comunemente sul modello Brayden Advanced (IM13) rispetto al Brayden Pro (IM16). Le azioni da compiere a riguardo sono:

  • Aprire il manichino fino a scoprire la scheda principale collocata all’interno, in fondo.
  • Rimuovere le 4 viti che tengono fisso il coperchio.
  • Su un IM13 si vedrà un grande multi-connettore nero.
  • Rimuovere il connettore completamente.
  • Inserirlo di nuovo.
  • Su un IM16, al posto del connettore nero, ce ne sono due bianchi. Si applica la stessa procedura.
  • Una volta completate le operazioni, riaccendere il manichino e controllare se adesso funziona. 8 volte su 12 il problema è risolto.

2. Quando il Brayden non è connesso alla sua App, i LED sul mio Brayden Pro non funzionano.

Per questo problema molto comune, c’è spesso una semplice soluzione che si applica al solo Brayden Pro. Ovviamente il Brayden Pro è ideato per lavorare principalmente con la App per RCP Feedback. Mentre è connesso alla App, il manichino non è pensato per illuminarsi ma se un utente vuole utilizzarlo senza connetterlo alla App, spesso i LED rimangono spenti.

  • Riconnettere il manichino alla App.
  • Entrare nelle impostazioni della App Scorrere verso il basso fino a “Brightness of the blood circulation display”.
  • Impostare il display al 100% e fare una prova per vedere se il manichino funziona quando è connesso.
  • Disconnettere manichino dalla App (chiudere la App) e spegnere il manichino.
  • Riaccendere il manichino che dovrebbe ora accendersi durante la modalità “stand alone”.

3. La App Brayden Pro non registra la ventilazione, a differenza delle altre funzioni.

Questo è un altro problema che gli utenti riferiscono riguardo al Brayden Pro. Possono vedere il torace sollevarsi e riabbassarsi mentre ventilano, ma la App non mostra né registra le ventilazioni, anche se tutto il resto funziona. La ragione più comune per cui accade ciò, è che il piccolo magnete a bottone fissato all’interno della pelle è caduto.

  • Rimuovere la pelle del manichino.
  • All’interno della pelle, proprio sotto al torace vedrete uno stampo circolare di circa 2 cm.
  • Dovreste anche vedere un piccolo disco di metallo inserito lì.
  • Se non lo vedete, cercate all’interno del manichino per vedere se è caduto.
  • Se lo trovate, rimetterlo nello stampo. Adesso il manichino dovrebbe registrare correttamente.
  • Se non lo trovate, contattate l’assistenza per la sostituzione.

Si tratta di sono semplici riparazioni che chiunque può effettuare. Non sempre funzionano poiché si può trattare di una scheda o di un collegamento danneggiati a causare problemi; tuttavia, prima di rimandare indietro un’unità, vale la pena cercare di risolvere con uno dei tre metodi descritti, per risparmiare tempo e denaro.

Per controllare se ci sono aggiornamenti, consultare regolarmente la sezione Manuali d’uso di questo sito.

Brayden Baby in Europa

Eventi 2019 di Innosonian

Innosonian Europe ha preso parte a svariati eventi in tutta Europa, nel corso degli ultimi anni. L’azienda è lieta di aver riscontrato un ottimo feedback per Brayden Baby: l’apprezzatissima new entry nella gamma di manichini Brayden per una RCP di qualità.

Ottobre

Faen, Stoccolma, Svezia, organizzato dalla Crocerossa. FAEEN (First Aid European Education Network); Innosonian ha lavorato con Skyskol, il distributore locale svedese, per supportare questo incredibile evento annuale con le organizzazioni della Crocerossa di tutta Europa.

Settembre

Llubjana, Slovenia. La novità Brayden Baby è stata utilizzata durante un workshop educativo per dimostrare una buona tecnica di RCP su neonato (EPLS) e come può essere utilizzata per la rianimazione di un neonato (NLS). Keith Burging, Senior Resuscitation Officer al Barts Health NHS Trust, Londra, specializzato in rianimazione neonatale ha condotto il workshop formativo.

Keith ha affermato: “I partecipanti erano molto interessati circa il feedback di RCP fornito dal manichino Brayden Baby. In passato, avevo insegnato più volte le tecniche di BLS, senza l’aiuto di un esplicito feedback, e l’attività formativa era risultata molto più difficoltosa.”

Luglio

ALRO, Londra, Regno Unito. Innosonian ha collaborato per un workshop sulla RCP sul neonato, organizzata dai membri di Association of London Resuscitation Officers (ALRO), che hanno incentrato l’evento sui problemi più frequentemente riscontrati presso il Royal London Hospital. I partecipanti a questo workshop hanno avuto l’opportunità di allenarsi con Brayden Baby, registrando responsi largamente positivi. L’evento formativo è stato organizzato in prima persona da Liesje Andre (Primario di Rianimazione al Great Ormond Street Hospital fino al 2018), ed è stato supportato da Jonathan Smart.

Giugno

Pavia, Italia. Brayden Baby è stato il protagonista indiscusso del corso di formazione, promosso dalla Crocerossa Italiana. Durante questo evento, Sofrapa Healthcare ha supportato tutte le attività dei partecipanti, riscontrando i numerosissimi feedback positivi da tutti.

 

Vorresti conoscere tutti i prodotti Innosonian da vicino? Ecco una breve lista di alcuni dei prossimi eventi internazionali a cui parteciperà l’azienda inglese.

  • CERP – 22-23 Novembre, Madrid
  • Resuscitation Council (UK) Simposium, 5-6 Dicembre, Bimingham

 

Brayden Pro

Aggiornamento App Brayden Pro (per modelli IM16 e IM16-R)

L’App di Brayden Pro è stata recentemente aggiornata (la nuova versione è 1.1.19) con un sostanziale numero di miglioramenti. Questi cambiamenti sono stati suggeriti dagli attuali clienti di Innosonian in tutto il mondo. L’azienda ha infatti deciso di basarsi sull’importanza dei loro feedback, per migliorare conseguentemente anche le funzioni della stessa App. 

Nuove lingue?

L’applicazione di Brayden pro è adesso disponibile anche in russo.

Punteggio minimo impostato

All’interno delle impostazioni del menu, per l’istruttore sarà adesso possibile poter impostare un punteggio minimo, che fa riferimento diretto alla performance di RCP dello studente. Se lo studente, esercitandosi con Brayden Pro, eccede il punteggio impostato dall’istruttore, ciò apparirà sullo schermo, all’interno della sezione dedicata ai risultati. Qualora lo studente non dovesse raggiungere il punteggio minimo impostato dall’istruttore, l’applicazione comunicherà ugualmente il risultato allo studente. 

Posizione delle mani

All’interno delle impostazioni, nel menu, è stata inserita una funzione che permette all’istruttore di determinare quante compressioni all’interno il ciclo RCP di 30 (con 2 ventilazioni) sia possibile effettuare in una posizione non corretta, cioè non al centro del torace. Nel menu, le impostazioni di default sono impostate a 0 (ossia, non c’è margine di errore, non è possibile eseguire alcuna compressione che non sia al centro del torace) ma questo valore può essere regolato nelle impostazioni tra 0 e 30. 

Se il valore viene impostato su 3 (quindi con un margine del 10%), significa che se lo studente esegue 2 (o 1) compressioni in una scorretta posizione delle mani nel ciclo di RCP (ma raggiunge il punteggio minimo complessivo impostato), passerà comunque. 

Se invece, sempre con impostazione su 3, lo studente esegue 4 o più compressioni con una scorretta posizione delle mani all’interno del ciclo di RCP, allora, non passerà (anche se tutti gli altri parametri sono soddisfacenti). Si tratta di una nuova e importantissima funzione della App.

Modalità Istruttore

All’interno delle impostazioni nel menu, è ora possibile per l’istruttore cambiare anche la denominazione dei diversi “compiti” che lo studente dovrà eseguire durante una sessione in modalità “scenario” (valutazione del paziente nella fase pre-RCP, utilizzo del DAE ecc.). Questa caratteristica permette all’istruttore di essere molto più flessibile e a Brayden Pro di essere utilizzato in maniera completamente personalizzata e su misura. 

IM13 Brayden and IM16 Brayden Pro: la posizione inclinata della testa 

Innosonian Europe ha ricevuto recenti commenti da alcuni clienti che, secondo la propria opinione ed esperienza, ritenevano che la posizione della testa nei manichini Brayden adulti fosse scorretta per l’esecuzione delle ventilazioni. 

Forse ricorderete che nel 2016 nel manichino Brayden adulto era stata inserita una clip nel collo (modello IM13), che assicurava la corretta postura della testa durante l’esecuzione delle ventilazioni. Questo aggiornamento era in linea con i consigli dei maggiori Opinion Leaders europei.

Innosonian, per avere un’opinione aggiornata, ha recentemente incontrato anche il Professor Jerry Nolan (attuale Presidente ERC) per avere la sua autorevole opinione. Questi ha affermato: “Dopo aver testato attentamente Brayden e Brayden Pro, sono felice di poter confermare che la posizione della testa inclinata che apre le vie aeree e permette un’efficace ventilazione, è corretta. Per gli obiettivi formativi è importante enfatizzare che occorre raggiungere la completa inclinazione della testa prima di ventilare”.

NOTA INFORMATIVA: 

Google non informa più gli utenti Android quando una nuova versione di una App è disponibile sul PlayStore. Ciò significa che molti utenti di Brayden Pro non saranno messi al correnti del rilascio dell’ultima versione disponibile (1.1.19).

Innosonian raccomanda sempre di usare un tablet Samsung Galaxy Tab A insieme al manichino Brayden Pro. Secondo i report ricevuti, quando l’ultima versione della App Brayden Pro (1.1.19) viene installata su altri tipi di dispositivi Android e connessa a un manichino Brayden Pro per la prima volta, può dare un messaggio di errore (anche se il tablet Android rispetta i criteri minimi per il software Android caricato e per il Bluetooth).

Ciò accade perché la nuova App sta aggiornando il firmware del manichino connesso e alcuni tablet non permettono questa operazione. Innosonian si scusa per questo e si sta adoperando per correggere il malfunzionamento su tutti i modelli. 

Si consiglia di connettere il manichino Brayden Pro per la prima volta in Modalità Studente (connessione a singolo manichino) non in Modalità istruttore (multi-manichino).

Per qualsiasi ulteriore informazione, contattaci pure allo 055 0982 192 o su info@sofrapa.it

Specialisti nella fornitura di Simulatori Medici, Manichini RCP e Materiale Didattico per la Formazione al Primo Soccorso, alla Gestione dell’Emergenza Medica e al Salvataggio.

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