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Quando si parla di Emergenza Sanitaria, SoFraPa non può mancare!

Siamo orgogliosi di annunciarvi che SoFraPa sarà sponsor tecnico esclusivo del 1° convegno “Italian EMS to the Future”, organizzato dal Centro di Formazione Italia Emergenza, Training Center American Heart Association impegnato nella formazione continua e nell’educazione professionale di tutte le figure sanitarie.

L’evento si articolerà in 2 giornate a Roma, Largo dello Scautismo 1 (vicino Metro B Bologna e stazione FS Tiburtina).

  • Il 1 Dicembre 2018 dalle 9 alle 18, si svolgerà il Convegno (pranzo incluso).
  • Il 2 Dicembre 2018 dalle 9 alle 18, avrà luogo il Workshop.

Durante il Convegno verranno affrontati vari e importanti argomenti quali:

  • Origini e futuro del 118.
  • Tecniche e procedure per gestire il paziente critico in ambiente extra-ospedaliero (Extra Corporeal Life Support, Resuscitative Endovascular Balloon Occlusion of the Aorta (REBOA), Gestione avanzata delle vie aeree, l’Uso della CPAP sui mezzi di soccorso, Emergenze tossicologiche e NBCR).
  • Tecniche militari in ambiente civile: confronto tra soccorso civile e soccorso militare.
  • Fotografia della figura infermieristica in emergenza territoriale.
  • Presentazione dello studio PARAMEDIC 2: effetti della somministrazione di adrenalina nell’arresto cardiaco preospedaliero.

Tutti gli interventi saranno a cura di medici provenienti dai vari settori dell’Emergenza quali 118, Unità Ospedaliere Intensive, Elisoccorso e Pronto Soccorso.

Il Convegno e il Workshop saranno accreditati ECM per medici, infermieri, infermieri pediatrici, TFCPC e fisioterapisti.

Nel Workshop del 2 dicembre, oltre a un BLSD Contest tra i partecipanti su manichini provvisti di sistema di feedback QCPR, con un gradito omaggio per il vincitore, sono programmate varie attività di addestramento su:

  • Accesso Vascolare Intraosseo
  • Gestione di Base e Avanzata delle vie aeree
  • Scenari ACLS

Se sei un Professionista del Soccorso, non perdere quest’occasione di crescita!

Iscriviti e non dimenticare, durante la procedura, di inserire “SOFRAPA” nel campo “eventuali richieste opzionali”.

Per ulteriori informazioni e iscrizioni all’evento clicca qui.

L’importanza dei dispositivi di CPR Feedback per l’Apprendimento di una RCP di Qualità

Il 2019 è ormai alle porte e le organizzazioni scientifiche di tutto il mondo sono prossime al rilascio della nuova versione delle linee guida sulla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).

Le linee guida sulla RCP vengono rilasciate ogni 5 anni e poiché le ultime sono state pubblicate nel 2015, il 2020 sarà l’anno in cui la nuova versione sarà disponibile.

Queste norme vengono elaborate da una commissione costituita da scienziati e medici provenienti da organizzazioni scientifiche di tutto il mondo che operano nell’ambito della ricerca medica.

L’International Liasion Commitee on Resuscitation (ILCOR), è un’associazione costituita nel 1992 proprio per creare un collegamento tra le varie organizzazioni scientifiche e coordinare i vari aspetti della rianimazione cardiopolmonare in ambito mondiale.

Dell’ ILCOR, fanno parte i rappresentanti di importanti organizzazioni quali American Heart Association (AHA), European Resuscitation Council (ERC), Heart and Stroke Foundation of Canada (HSFC), Australia e New Zeland Commissione Resuscitation (ANZCOR), giusto per citare i più famosi.

L’ILCOR non rilascia linee guida, ma fornisce evidenze scientifiche su cui si basano le varie organizzazioni per redigere le proprie linee guida. Questo particolare aspetto fa sì che talvolta le linee guida pubblicate da una associazione differiscano da quelle rilasciate da altre associazioni.

Quali sono i punti salienti delle linee guida 2015?

Le linee guida sono, per definizione, delle raccomandazioni sviluppate sistematicamente sulla base di conoscenze continuamente aggiornate e validate.

Le linee guida che vanno a subentrare alle precedenti, vedono un rinnovo basato su ricerche e studi scientifici avvenuti nel quinquennio passato, ed ogni rinnovo pone l’accento su un particolare saliente volto a migliorare la procedura per cui sono state create.

Dagli ultimi studi effettuati si evince che una sequenza di manovre di RCP efficace parte da un riconoscimento e da un intervento precoce, a cui seguono prestazioni di alto livello che combinano la giusta frequenza con un’adeguata profondità di compressioni.

Proprio per questi motivi, nell’ultima versione delle linee guida (rilasciata nel 2015), l’accento è stato posto sulla qualità delle compressioni, ed in particolare sul miglioramento delle prestazioni che gli strumenti di feedback forniscono.

L’uso dei dispositivi di feedback può essere efficace nel miglioramento delle prestazioni RCP durante la formazione” AHA

I dispositivi in grado di fornire un feedback con istruzioni per la RCP sono utili per migliorare la frequenza, la profondità, il rilascio e la posizione delle mani delle compressioni toraciche” ERC

Cosa sono gli strumenti di feedback?

Per “Feedback” si intende letteralmente risposta, una reazione che ritorna.

Nella vita di tutti i giorni, siamo completamente immersi in questo sistema di feedback molto più di quanto possiamo immaginare (basti pensare alle spunte blu del social network che ci indica che il messaggio è stato non solo ricevuto, ma perfino letto, fino al led situato sul bollitore dell’acqua che si spegne una volta che ha raggiunto la temperatura desiderata).

In ambito della rianimazione cardiopolmonare, un feedback è semplicemente un segnale che ci aiuta a capire se le manovre che stiamo eseguendo sono corrette e possono realmente portare beneficio al paziente.

Esistono diversi tipi di sistemi di feedback, dai più semplici ai più sofisticati, che possiamo dividere in:

  • Uditivi
  • Visivi
  • Combinati

Un tipo di dispositivo di feedback uditivo è, ad esempio, il metronomo. Ascoltare un ritmo costante ci aiuta a mantenere una frequenza di compressioni altrettanto costante, ma può non essere sufficiente per mantenere un’adeguata profondità.

Il Metronomo è ormai comunemente presente su tutti gli AED Trainer in commercio, ma è inoltre disponibile anche su molte App facilmente reperibili gratuitamente sia per Android che per IOS. Il feedback uditivo più frequentemente utilizzato per verificare la correttezza della profondità delle compressioni è invece rappresentato dal “clicker”, una lamella di metallo posta all’interno del torace del manichino per RCP che emette un segnale sonoro ogni volta che la profondità di compressione indicata dalle Linee Guida è stata raggiunta.

Vimetecsa Practi-Man Advance e INNOSONIAN MOLEY sono i manichini dotati di Clicker Sonoro più frequentemente acquistati dagli Istruttori di Primo Soccorso.

Talvolta infatti è indispensabile, al fine di comprendere a pieno le manovre di RCP, poter avere un feedback visivo. Ci sono diversi dispositivi in commercio, uno di questi è il manichino mezzobusto INNOSONIAN BRAYDEN, dotato di luci led che si accendono e mostrano la perfusione cuore-cervello nel momento stesso in cui vengono effettuate le compressioni.

Il manichino è inoltre dotato di ben 3 indicatori di CPR Feedback in tempo reale che guidano lo studente al corretto apprendimento della RCP supportandolo attraverso la modifica della modalità di illuminazione dei led posti sul torace, le carotidi e la testa del manichino.

SIMULAIDS ECONO VTA (Visual Training Assistant) che grazie a un piccolo display a led collegato al manichino permette di verificare la corretta esecuzione delle compressioni toraciche sia a livello di profondità che di frequenza.

Infine, ci sono dispositivi di feedback più completi, che combinano segnali visivi a quelli uditivi, garantendo le massime prestazioni durante le fasi di training.

A tal proposito, è impossibile non menzionare il CPR cube, dispositivo compatto e maneggevole, ideale se l’obiettivo è quello di concentrarsi solamente sulle compressioni, tralasciando le ventilazioni.

Realizzato in schiuma di poliuretano per simulare la consistenza e la resistenza del torace umano, il CPR cube emette sia un allarme sonoro ad ogni compressione sia un allarme visivo, con una serie di luci che si accendono ogni qualvolta la compressione è effettuata in maniera corretta. Il dispositivo si trova applicazione ideale nelle scuole, durante eventi di mass-training e ovunque la dinamica del Contest (competizione di RCP tra gli allievi) voglia essere utilizzata per motivare maggiormente gli studenti a un corretto apprendimento della RCP.

Per prestazioni di alto livello, qualora si voglia eseguire un training completo che comprenda anche le ventilazioni, esistono in commercio manichini altamente sofisticati che garantiscono alte prestazioni ed una formazione eccellente, come BT INC SEEM “SHERPA X”: Manichino BLS mezzobusto con RCP feedback, dotato di tablet con il quale è possibile assistere in tempo reale all’andamento delle manovre di RCP.

Oppure come il manichino INNOSONIAN BRAYDEN PRO, un simulatore dotato di un App in grado di analizzare nei minimi dettagli in tempo reale le performance degli allievi e fornire una reportistica condivisibile sui social network ed esportabile in excel per debriefing e studi clinici post formazione.

Perché sono così importanti gli strumenti di feedback?

Dalle precedenti linee guida, sappiamo come un’adeguata frequenza di compressioni si stanzia tra i 100-120 bpm, mentre una profondità ottimale debba essere superiore ai 5 cm, ma inferiore a 6 cm.

L’ errore più frequente che è stato riscontrato in assenza di dispositivi di feedback, è un aumento della frequenza delle compressioni da parte del soccorritore, fino a superare i 120 bpm. È stato dimostrato, che un aumento della frequenza è direttamente correlato ad una diminuzione della profondità delle compressioni stesse, rendendo la RCP inefficace e non produttiva.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’utilizzo di dispositivi di feedback possa notevolmente migliorare la qualità delle compressioni toraciche e condurre ad una RCP efficace.

Nel 2013 lo staff del polo di Rianimazione del Centro Ospedaliero Universitario di Canne, condusse uno studio sul miglioramento delle compressioni toraciche utilizzando i dispositivi di feedback [1].

Lo studio si concentra in particolare sull’importanza dell’efficacia delle manovre di rianimazione che vengono eseguite fuori dal contesto ospedaliero.

Pertanto, le persone oggetto dello studio sono studenti dell’università di Caen Basse, Normandia, senza alcuna precedente esperienza o formazione in ambito della rianimazione cardiopolmonare.

I 308 ragazzi, sono stati suddivisi in in due gruppi da 154 partecipanti ciascuno:

  • Il gruppo G (guided) ha eseguito le manovre di RCP utilizzando un dispositivo di feedback
  • Il gruppo B (blinded) ha invece eseguito le manovre senza alcun dispositivo di feedback.

I grafici di sotto riportati mostrano l’andamento dello studio.

 

 

È possibile notare come, su 154 partecipanti di ogni gruppo, 96 hanno mantenuto una frequenza costante tra i 100 ed i 120 bpm, contro i 64 del gruppo non guidato, così come quasi la metà dei partecipanti del gruppo guidato ha mantenuto una profondità nettamente superiore rispetto a quelli del gruppo non guidato.

Lo studio ha dimostrato come le compressioni toraciche guidate da un sistema di feedback hanno fortemente migliorato il tasso di qualità delle compressioni stesse eseguite da persone senza alcune precedente esperienza in ambito della rianimazione cardiopolmonare.

È stato dimostrato, inoltre, che i dispositivi di feedback migliorano non soltanto le abilità di imparare e ricordare le manovre di RCP, ma anche la qualità della RCP eseguita da soccorritori professionisti su manichini.

A tal proposito, è stato condotto un altro studio sempre dallo staff del polo di Rianimazione del Centro Ospedaliero Universitario di Canne e pubblicato nel 2016 in “The American Journal of Emergency Medicine”[2].

In questo studio, contrariamente al precedente, i partecipanti erano soccorritori professionisti del servizio di emergenza territoriale dell’Ospedale Universitario di Canne.

Anche in questo caso, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • Il gruppo G (guided) ha eseguito le manovre di RCP utilizzando un dispositivo di feedback
  • Il gruppo B (blinded) ha invece eseguito le manovre senza alcun dispositivo di feedback.

I grafici di sotto riportati mostrano l’andamento dello studio e prendono in esame 4 parametri:

  • Efficienza delle compressioni
  • Adeguata frequenza
  • Adeguata profondità
  • Adeguato rilascio della forza

Lo scopo dello studio è stato quello di osservare l’impatto dei dispositivi di feedback in merito alla diminuzione della qualità delle compressioni toraciche di solito riscontrata durante manovre di rianimazione di tempo prolungato.

L’utilizzo dei dispositivi di feedback ha significativamente ritardato la diminuzione della qualità delle compressioni toraciche osservata invece nei primi cinque minuti dal gruppo non guidato.

Prendendo in considerazione la qualità delle compressioni, è possibile notare come l’efficacia delle stesse sia rimasta stabile nel tempo: non c’è infatti una significativa differenza di efficacia tra il primo ed il decimo minuto di compressioni nel gruppo guidato (grafico a).

Contrariamente, senza l’utilizzo di dispositivi di feedback, l’efficacia delle compressioni toraciche gradualmente diminuisce dal primo al quinto minuto e significativamente dal secondo minuto in poi.

I dispositivi di feedback si sono dunque dimostrati un fattore essenziale nelle rianimazioni cardiopolmonare di lunga durata, andando quasi a duplicare il tasso di efficienza delle compressioni toraciche.

Al termine di questo breve approfondimento è dunque possibile affermare che l’utilizzo di dispositivi di addestramento provvisti di ausili di feedback, è indubbiamente da prediligere per lo svolgimento delle attività didattiche.

Il progresso della tecnologia, l’abbattimento dei costi e l’alto livello di affidabilità che questi ausili mettono a disposizione, fanno sì che lo svolgimento di un’attività di addestramento fatta con una manichino base sia non soltanto da sconsigliare ma anche da ritenersi obsoleta.

Riferimenti

[1] Improvement in chest compression quality using a feedback device (CPRmeter): a simulation randomized crossover study,Clément Buléon, MD, Jean-Jacques Parienti, MD, PhD, Laurent Halbout, MD, Xavier Arrot, MD, Hélène De Facq Régent, MD, Dan Chelarescu, MD, Jean-Luc Fellahi, MD, PhD Jean-Louis Gérard, MD, PhD, Jean-Luc Hanouz, MD, PhD. American Journal of Emergency Medicine, 2013.

[2] Impact of a feedback device on chest compression quality during extended manikin CPR: a randomized crossover study, Clément Buléon, MD, Julie Delaunay, MD, Jean-Jacques Parienti, MD, PhD, Laurent Halbout, MD, Xavier Arrot, MD, Jean-Louis Gérard, MD, PhD, Jean-Luc Hanouz, MD, PhD, American Journal of Emergency Medicine, 2016.

Legnano: una vita salvata grazie ad un volontario e al DAE

Una giornata di quelle che non si dimenticano facilmente, una giornata che premia la prevenzione, i volontari e tutti quelli che credono che si possa salvare una vita con i corsi di base di primo soccorso e un impegno nella distribuzione dei defibrillatori almeno in zone usate per fare attività fisica.

Un runner di 49 anni che, come spesso faceva, si stava allenando nei viali del Parco, quando è stato improvvisamente colpito da un arresto cardiaco. Un volontario della croce rossa, che era nella zona, per caso, grazie alla sua preparazione e grazie ad un dae, disponibile nel chiosco del bar del Parco, gli ha salvato la vita

Sono serviti quattro shock, ma il cuore ha ripreso a battere.

Il dae era stato dedicato ad un runner che, qualche anno prima, non aveva avuto la stessa fortuna ma oggi, per fortuna, le cose sono andate diversamente. A legnano sono stati posizionati, negli ultimi anni, più di 76 defribillatori nelle palestre e nelle varie zone della città.

Un DAE salva la vita, la prevenzione salva la vita!

Legnano, 15 maggio 2017: ancora buone notizie per il podista salvato grazie al DAE

Alla notizia del soccorso con il DAE andato a buon fine se ne aggiunge un’altra, se possibile, ancora più lieta. Il quarantanovenne colpito da arresto cardiaco a S. Giorgio su Legnano si è risvegliato ed è fuori pericolo; il perfetto funzionamento della macchina dei soccorsi ha fatto in modo che l’intervento tempestivo con massaggio cardiaco e defibrillatore non solo salvasse la vita del runner, ma anche gli evitasse ogni danno neurologico.

Questo dimostra che dotare le nostre città di DAE e formare cittadini capaci di attivare la catena dei soccorsi è sempre più necessario per salvare quante più vite possibili.

Primo soccorso: che cos’è?

La definizione che generalmente si dà di primo soccorso è: “Il primo soccorso è l’insieme delle azioni che permettono di aiutare in situazioni di emergenza una o più persone in difficoltà vittime di traumi fisici e/o psicologici o malori improvvisi, nell’attesa dell’arrivo di soccorsi qualificati”.

Essere in grado di prestare il primo soccorso è qualcosa che tutti dovrebbero essere in grado di fare nella quotidianità perch´ chiunque può trovarsi in situazioni in cui è necessario prestare soccorso. Ma, perchè il primo soccorso sia prestato adeguatamente, è importante che chi lo fa sia tempestivo, sappia come agire ed eviti ulteriori danni a se stesso, a chi è nelle vicinanze e alla/alle persone che necessitano di aiuto.

Quali sono le prime azioni di un primo soccorso

La legge italiana non ha una specifica norma in relazione al primo soccorso in generale, ma contempla il primo soccorso all’interno dell’omissione di soccorso dovuto dal professionista del settore come dal comune cittadino (art. 593 del Codice Penale).

Il primo soccorso, però, non è solo una questione di normativa, ma è innanzitutto una questione etico-morale, prestare soccorso a chi ha bisogno di aiuto è una questione di civiltà.

La legge italiana non obbliga a compiere specifiche azioni nel primo soccorso, ma ad intervenire in relazione alle proprie capacità, al tempo e al luogo in cui ci si trova ad operare, mentre obbliga ad avvisare le autorità competenti e i soccorritori con una chiamata tempestiva ai numeri di emergenza 118 o 112.

Nel caso un comune cittadino (laico) si trovi nella condizione di dover prestare il primo soccorso

Deve:

  • effettuare una chiamata di emergenza (112/118) per attivare la catena del soccorso

Dovrebbe:

  • ragionare con calma e lucidità senza farsi prendere dal panico e procedere con lucidità
  • valutare l’ambiente circostante, ovvero che la scena in cui prestare il primo soccorso sia sicura per sé e per il/i soggetto/i che richiedono soccorso (che non ci siano fughe di gas, pericolo di scoppi o incendi, contatto con elettricità…)
  • ascoltare e seguire le indicazioni fornite dal servizio di emergenza (112/118)
  • prestarsi ad assistere eventuali sanitari che si dovessero rendere disponibili a intervenire
  • agire unicamente sulla base della buona fede, delle proprie conoscenze e competenze
  • se si hanno le competenze, mettere in atto le manovre necessarie per il primo soccorso; ciò al fine di evitare che i soggetti soccorsi (feriti o colpiti da malore) possano peggiorare in attesa dei soccorsi avanzati. Moltissime volte il tempo è una variabile fondamentale e come tale avere nozioni di primo soccorso può contribuire a salvare la vita all’infortunato o a chi è colpito da malore
  • rassicurare il soggetto in difficoltà
  • attendere sul posto l’arrivo dei soccorsi avanzati e predisporre che qualcuno gli vada incontro per sveltire quanto più possibile il loro intervento
  • Non deve o non dovrebbe
  • spostare il soggetto che richiede primo soccorso, a meno che lasciarlo lì dove lo si è trovato non implichi ulteriori rischi per sé e per altri
  • mettere in pericolo la propria vita o quella di altri per prestare soccorso a tutti i costi
  • farsi sopraffare dal panico o dall’ansia di intervenire
  • dare medicinali
  • ipotizzare diagnosi
  • eseguire interventi di competenza medica
  • fare commenti sullo stato del soggetto in pericolo, anche se incosciente
  • lasciare il soggetto da solo
  • considerare morta la persona soccorsa (accertare la morte di una persona è una competenza medica)
  • allontanarsi dalla scena prima che siano arrivati i soccorsi
  • Come effettuare una chiamata di emergenza durante il primo soccorso
  • Prima di effettuare una chiamata di emergenza, per facilitare l’intervento degli addetti, è necessario che chi effettua la chiamata sappia dare le giuste notizie in modo da permettere che i soccorritori possano operare tempestivamente e nel modo più diretto ed efficace possibile;  per questo prima di effettuare la chiamata chi presta il primo soccorso deve
  • verificare i riferimenti stradali
  • verificare che il luogo dove si trova il soggetto bisognoso di aiuto sia accessibile ai mezzi di soccorso o identificare qualcuno che possa andargli incontro
  • verificare se si tratta di uno o più soggetti coinvolti
  • Una volta che si procede alla chiamata di emergenza al 112/118, è necessario
  • comunicare i propri dati: nome, cognome, recapito telefonico
  • comunicare il luogo dove si richiedono i soccorsi, possibilmente con indirizzo o riferimenti stradali in modo che i mezzi di emergenza possano arrivarvi il prima possibile
  • comunicare il numero dei soggetti bisognosi di soccorso
  • comunicare delle informazioni relative al o ai soggetti che necessitano soccorso (sesso, età …)
  • comunicare qualunque elemento che possa contribuire alla valutazione delle condizioni in cui versa il soggetto ovvero riferire se è cosciente o meno, se ha traumi, se riferisce sintomi particolari, se vi sono emorragie visibili…
  • comunicare, in caso di infortunio, l’eventuale causa
  • comunicare se qualcuno, sanitario o laico, stia praticando la Rianimazione Cardio Polmonare

Una volta che con calma si è comunicato il tutto all’operatore del 112/118, si attenda eventuali istruzioni e si riagganci il telefono solo dopo che sarà stato richiesto dall’operatore, dopodiché si tenga cura di mantenere la linea libera e il telefono a portata di mano in modo da poter eventualmente mantenere, in caso di bisogno, il contatto con gli operatori sanitari.

Prestare un primo soccorso è un dovere morale di ciascun uomo, è un atto di solidarietà sociale, è segno di civiltà.

Prestare il primo soccorso  può contribuire a evitare che il danno si aggravi, ma può anche essere determinante per il soggetto interessato da infortunio o malore per salvargli la vita.

Specialisti nella fornitura di Simulatori Medici, Manichini RCP e Materiale Didattico per la Formazione al Primo Soccorso, alla Gestione dell’Emergenza Medica e al Salvataggio.

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