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L’educazione e formazione sull’accesso vascolare non viene generalmente fornita nell’ambito della formazione clinica formale (ad es. durante gli anni universitari o corsi specialistici). Recenti sondaggi in America hanno infatti rivelato che parte degli infermieri americani ha riferito di non essere stato sufficientemente preparato durante il proprio percorso formativo, mentre altri invece avrebbero ricevuto una formazione appropriate direttamente sul posto di lavoro. Elizabeth, Ceo e Fondatrice di ReaLifeSim, ha da sempre sostenuto di voler fornire una maggiore pratica in modo che tutto il personale sanitario potesse trovarsi fin da subito a proprio agio, durante la pratica degli accessi vascolari.

La maggior parte dei pazienti ricoverati in ospedale passa infatti attraverso il pronto soccorso, avendo quindi già subito un accesso vascolare ancor prima di arrivare al piano.  Gli accessi vascolari periferici sono utilizzati principalmente per l’infusione di liquidi, farmaci, somministrazione di emoderivati ​​e prelievo di sangue.

La somministrazione di fluidi mediante un catetere endovenoso periferico (PIVC) è un evento estremamente comune negli ospedali. Il 60-90% di tutti i pazienti in ospedale riceve un PIVC durante il proprio soggiorno. L’inserimento del catetere endovenoso periferico (IV), una procedura eseguita sul 60-90% di tutti i pazienti negli ospedali di tutto il mondo, è associato ad una varietà di complicanze e ad un tasso di fallimento complessivo inaccettabilmente elevato, dal 35% al ​​50%, anche se eseguito dalle mani più esperte. L’insufficienza del catetere risulta inoltre costosa per i pazienti, gli operatori sanitari e il sistema sanitario.

Lividi attraverso la vena, lesioni nervose o muscolari da posizionamento errato dell’ago, embolia aerea da linea non premiata, oppure comuni infezioni: queste complicanze potrebbero essere ridotte al minimo, con un solo cambiamento nel paradigma dell’istruzione e della formazione circa l’accesso vascolare. Anche in Italia errori di questo tipo possono comportare spreco di materiale, oltre che l’insoddisfazione nel paziente. ReaLifeSim si propone con efficacia di risolvere queste lacune anche nel processo formativo degli studenti italiani.

 

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