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Il 2019 è ormai alle porte e le organizzazioni scientifiche di tutto il mondo sono prossime al rilascio della nuova versione delle linee guida sulla Rianimazione Cardio Polmonare (RCP).

Le linee guida sulla RCP vengono rilasciate ogni 5 anni e poiché le ultime sono state pubblicate nel 2015, il 2020 sarà l’anno in cui la nuova versione sarà disponibile.

Queste norme vengono elaborate da una commissione costituita da scienziati e medici provenienti da organizzazioni scientifiche di tutto il mondo che operano nell’ambito della ricerca medica.

L’International Liasion Commitee on Resuscitation (ILCOR), è un’associazione costituita nel 1992 proprio per creare un collegamento tra le varie organizzazioni scientifiche e coordinare i vari aspetti della rianimazione cardiopolmonare in ambito mondiale.

Dell’ ILCOR, fanno parte i rappresentanti di importanti organizzazioni quali American Heart Association (AHA), European Resuscitation Council (ERC), Heart and Stroke Foundation of Canada (HSFC), Australia e New Zeland Commissione Resuscitation (ANZCOR), giusto per citare i più famosi.

L’ILCOR non rilascia linee guida, ma fornisce evidenze scientifiche su cui si basano le varie organizzazioni per redigere le proprie linee guida. Questo particolare aspetto fa sì che talvolta le linee guida pubblicate da una associazione differiscano da quelle rilasciate da altre associazioni.

Quali sono i punti salienti delle linee guida 2015?

Le linee guida sono, per definizione, delle raccomandazioni sviluppate sistematicamente sulla base di conoscenze continuamente aggiornate e validate.

Le linee guida che vanno a subentrare alle precedenti, vedono un rinnovo basato su ricerche e studi scientifici avvenuti nel quinquennio passato, ed ogni rinnovo pone l’accento su un particolare saliente volto a migliorare la procedura per cui sono state create.

Dagli ultimi studi effettuati si evince che una sequenza di manovre di RCP efficace parte da un riconoscimento e da un intervento precoce, a cui seguono prestazioni di alto livello che combinano la giusta frequenza con un’adeguata profondità di compressioni.

Proprio per questi motivi, nell’ultima versione delle linee guida (rilasciata nel 2015), l’accento è stato posto sulla qualità delle compressioni, ed in particolare sul miglioramento delle prestazioni che gli strumenti di feedback forniscono.

L’uso dei dispositivi di feedback può essere efficace nel miglioramento delle prestazioni RCP durante la formazione” AHA

I dispositivi in grado di fornire un feedback con istruzioni per la RCP sono utili per migliorare la frequenza, la profondità, il rilascio e la posizione delle mani delle compressioni toraciche” ERC

Cosa sono gli strumenti di feedback?

Per “Feedback” si intende letteralmente risposta, una reazione che ritorna.

Nella vita di tutti i giorni, siamo completamente immersi in questo sistema di feedback molto più di quanto possiamo immaginare (basti pensare alle spunte blu del social network che ci indica che il messaggio è stato non solo ricevuto, ma perfino letto, fino al led situato sul bollitore dell’acqua che si spegne una volta che ha raggiunto la temperatura desiderata).

In ambito della rianimazione cardiopolmonare, un feedback è semplicemente un segnale che ci aiuta a capire se le manovre che stiamo eseguendo sono corrette e possono realmente portare beneficio al paziente.

Esistono diversi tipi di sistemi di feedback, dai più semplici ai più sofisticati, che possiamo dividere in:

  • Uditivi
  • Visivi
  • Combinati

Un tipo di dispositivo di feedback uditivo è, ad esempio, il metronomo. Ascoltare un ritmo costante ci aiuta a mantenere una frequenza di compressioni altrettanto costante, ma può non essere sufficiente per mantenere un’adeguata profondità.

Il Metronomo è ormai comunemente presente su tutti gli AED Trainer in commercio, ma è inoltre disponibile anche su molte App facilmente reperibili gratuitamente sia per Android che per IOS. Il feedback uditivo più frequentemente utilizzato per verificare la correttezza della profondità delle compressioni è invece rappresentato dal “clicker”, una lamella di metallo posta all’interno del torace del manichino per RCP che emette un segnale sonoro ogni volta che la profondità di compressione indicata dalle Linee Guida è stata raggiunta.

Vimetecsa Practi-Man Advance e INNOSONIAN MOLEY sono i manichini dotati di Clicker Sonoro più frequentemente acquistati dagli Istruttori di Primo Soccorso.

Talvolta infatti è indispensabile, al fine di comprendere a pieno le manovre di RCP, poter avere un feedback visivo. Ci sono diversi dispositivi in commercio, uno di questi è il manichino mezzobusto INNOSONIAN BRAYDEN, dotato di luci led che si accendono e mostrano la perfusione cuore-cervello nel momento stesso in cui vengono effettuate le compressioni.

Il manichino è inoltre dotato di ben 3 indicatori di CPR Feedback in tempo reale che guidano lo studente al corretto apprendimento della RCP supportandolo attraverso la modifica della modalità di illuminazione dei led posti sul torace, le carotidi e la testa del manichino.

SIMULAIDS ECONO VTA (Visual Training Assistant) che grazie a un piccolo display a led collegato al manichino permette di verificare la corretta esecuzione delle compressioni toraciche sia a livello di profondità che di frequenza.

Infine, ci sono dispositivi di feedback più completi, che combinano segnali visivi a quelli uditivi, garantendo le massime prestazioni durante le fasi di training.

A tal proposito, è impossibile non menzionare il CPR cube, dispositivo compatto e maneggevole, ideale se l’obiettivo è quello di concentrarsi solamente sulle compressioni, tralasciando le ventilazioni.

Realizzato in schiuma di poliuretano per simulare la consistenza e la resistenza del torace umano, il CPR cube emette sia un allarme sonoro ad ogni compressione sia un allarme visivo, con una serie di luci che si accendono ogni qualvolta la compressione è effettuata in maniera corretta. Il dispositivo si trova applicazione ideale nelle scuole, durante eventi di mass-training e ovunque la dinamica del Contest (competizione di RCP tra gli allievi) voglia essere utilizzata per motivare maggiormente gli studenti a un corretto apprendimento della RCP.

Per prestazioni di alto livello, qualora si voglia eseguire un training completo che comprenda anche le ventilazioni, esistono in commercio manichini altamente sofisticati che garantiscono alte prestazioni ed una formazione eccellente, come BT INC SEEM “SHERPA X”: Manichino BLS mezzobusto con RCP feedback, dotato di tablet con il quale è possibile assistere in tempo reale all’andamento delle manovre di RCP.

Oppure come il manichino INNOSONIAN BRAYDEN PRO, un simulatore dotato di un App in grado di analizzare nei minimi dettagli in tempo reale le performance degli allievi e fornire una reportistica condivisibile sui social network ed esportabile in excel per debriefing e studi clinici post formazione.

Perché sono così importanti gli strumenti di feedback?

Dalle precedenti linee guida, sappiamo come un’adeguata frequenza di compressioni si stanzia tra i 100-120 bpm, mentre una profondità ottimale debba essere superiore ai 5 cm, ma inferiore a 6 cm.

L’ errore più frequente che è stato riscontrato in assenza di dispositivi di feedback, è un aumento della frequenza delle compressioni da parte del soccorritore, fino a superare i 120 bpm. È stato dimostrato, che un aumento della frequenza è direttamente correlato ad una diminuzione della profondità delle compressioni stesse, rendendo la RCP inefficace e non produttiva.

Diversi studi scientifici hanno dimostrato come l’utilizzo di dispositivi di feedback possa notevolmente migliorare la qualità delle compressioni toraciche e condurre ad una RCP efficace.

Nel 2013 lo staff del polo di Rianimazione del Centro Ospedaliero Universitario di Canne, condusse uno studio sul miglioramento delle compressioni toraciche utilizzando i dispositivi di feedback [1].

Lo studio si concentra in particolare sull’importanza dell’efficacia delle manovre di rianimazione che vengono eseguite fuori dal contesto ospedaliero.

Pertanto, le persone oggetto dello studio sono studenti dell’università di Caen Basse, Normandia, senza alcuna precedente esperienza o formazione in ambito della rianimazione cardiopolmonare.

I 308 ragazzi, sono stati suddivisi in in due gruppi da 154 partecipanti ciascuno:

  • Il gruppo G (guided) ha eseguito le manovre di RCP utilizzando un dispositivo di feedback
  • Il gruppo B (blinded) ha invece eseguito le manovre senza alcun dispositivo di feedback.

I grafici di sotto riportati mostrano l’andamento dello studio.

 

 

È possibile notare come, su 154 partecipanti di ogni gruppo, 96 hanno mantenuto una frequenza costante tra i 100 ed i 120 bpm, contro i 64 del gruppo non guidato, così come quasi la metà dei partecipanti del gruppo guidato ha mantenuto una profondità nettamente superiore rispetto a quelli del gruppo non guidato.

Lo studio ha dimostrato come le compressioni toraciche guidate da un sistema di feedback hanno fortemente migliorato il tasso di qualità delle compressioni stesse eseguite da persone senza alcune precedente esperienza in ambito della rianimazione cardiopolmonare.

È stato dimostrato, inoltre, che i dispositivi di feedback migliorano non soltanto le abilità di imparare e ricordare le manovre di RCP, ma anche la qualità della RCP eseguita da soccorritori professionisti su manichini.

A tal proposito, è stato condotto un altro studio sempre dallo staff del polo di Rianimazione del Centro Ospedaliero Universitario di Canne e pubblicato nel 2016 in “The American Journal of Emergency Medicine”[2].

In questo studio, contrariamente al precedente, i partecipanti erano soccorritori professionisti del servizio di emergenza territoriale dell’Ospedale Universitario di Canne.

Anche in questo caso, i partecipanti sono stati divisi in due gruppi:

  • Il gruppo G (guided) ha eseguito le manovre di RCP utilizzando un dispositivo di feedback
  • Il gruppo B (blinded) ha invece eseguito le manovre senza alcun dispositivo di feedback.

I grafici di sotto riportati mostrano l’andamento dello studio e prendono in esame 4 parametri:

  • Efficienza delle compressioni
  • Adeguata frequenza
  • Adeguata profondità
  • Adeguato rilascio della forza

Lo scopo dello studio è stato quello di osservare l’impatto dei dispositivi di feedback in merito alla diminuzione della qualità delle compressioni toraciche di solito riscontrata durante manovre di rianimazione di tempo prolungato.

L’utilizzo dei dispositivi di feedback ha significativamente ritardato la diminuzione della qualità delle compressioni toraciche osservata invece nei primi cinque minuti dal gruppo non guidato.

Prendendo in considerazione la qualità delle compressioni, è possibile notare come l’efficacia delle stesse sia rimasta stabile nel tempo: non c’è infatti una significativa differenza di efficacia tra il primo ed il decimo minuto di compressioni nel gruppo guidato (grafico a).

Contrariamente, senza l’utilizzo di dispositivi di feedback, l’efficacia delle compressioni toraciche gradualmente diminuisce dal primo al quinto minuto e significativamente dal secondo minuto in poi.

I dispositivi di feedback si sono dunque dimostrati un fattore essenziale nelle rianimazioni cardiopolmonare di lunga durata, andando quasi a duplicare il tasso di efficienza delle compressioni toraciche.

Al termine di questo breve approfondimento è dunque possibile affermare che l’utilizzo di dispositivi di addestramento provvisti di ausili di feedback, è indubbiamente da prediligere per lo svolgimento delle attività didattiche.

Il progresso della tecnologia, l’abbattimento dei costi e l’alto livello di affidabilità che questi ausili mettono a disposizione, fanno sì che lo svolgimento di un’attività di addestramento fatta con una manichino base sia non soltanto da sconsigliare ma anche da ritenersi obsoleta.

Riferimenti

[1] Improvement in chest compression quality using a feedback device (CPRmeter): a simulation randomized crossover study,Clément Buléon, MD, Jean-Jacques Parienti, MD, PhD, Laurent Halbout, MD, Xavier Arrot, MD, Hélène De Facq Régent, MD, Dan Chelarescu, MD, Jean-Luc Fellahi, MD, PhD Jean-Louis Gérard, MD, PhD, Jean-Luc Hanouz, MD, PhD. American Journal of Emergency Medicine, 2013.

[2] Impact of a feedback device on chest compression quality during extended manikin CPR: a randomized crossover study, Clément Buléon, MD, Julie Delaunay, MD, Jean-Jacques Parienti, MD, PhD, Laurent Halbout, MD, Xavier Arrot, MD, Jean-Louis Gérard, MD, PhD, Jean-Luc Hanouz, MD, PhD, American Journal of Emergency Medicine, 2016.

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